
Buone notizie per tutti i consumatori, se siete stati tentati da qualcuna delle offerte Adsl che vi abbiamo proposto nel nostro viaggio tra le varie adsl italiane, ma tentennate perché non volete stare senza telefono o collegamento internet per troppo tempo, io vi dico lasciatevi tentare. Infatti dal 25 maggio sarà più facile cambiare il proprio gestore di telefonia fissa. I consumatori troppo spesso hanno dovuto affrontare lunghe attese telefoniche con i call center, mesi di isolamento web o telefonico, contestazioni accese con gli operatori per sapere che fine avesse fatto la propria richiesta. Peggio.
Finora, chi lascia Telecom per Wind e poi ci ripensa a favore di Fastweb, per fare un esempio, deve necessariamente ripassare da Telecom, ripagare il costo di attivazione della linea e 12 mesi di canone prima di poter ottenere il terzo passaggio. Questo è solamente un brutto ricordo, stando a quanto deciso dall’Authority per le comunicazioni.
Ma in sostanza cosa cambierà da fine maggio? Il cliente non dovrà più aspettare le decisioni dei gestori. Sarà lui stesso a decidere la data precisa della sua migrazione, rivolgendosi al vecchio o al nuovo operatore e stabilendo di comune accordo la «data certa di consegna». Per garantire il rispetto di questa data, l’Autorità ha fissato dei tempi massimi: 10 o 20 giorni a seconda del tipo di servizio di capacità trasmissiva in banda larga. Inoltre, gli operatori sono obbligati a confermare al cliente la migrazione, 3 giorni prima della data di consegna, che rimane quella concordata inizialmente.
Soprattutto, niente più passaggi a tre. Mi spiego: se un utente Fastweb vuole passare a Tele2, non dovrà più ripassare da Telecom che non potrà quindi pretendere contributo di attivazione né tanto meno il pagamento di 12 mesi di canone. «Ci sono voluti sei mesi spiega il commissario Stefano Mannoni per trovare l’accordo tra gli operatori. Al centro di questa operazione abbiamo posto il consumatore, cercando di trovare un punto d’equilibrio, con una procedura spedita ma che ponesse anche al riparo da pratiche anticoncorrenziali. Speriamo di esserci riusciti». Finalmente l’Italia inizia ad assomigliare ad un paese europeo.